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Nao è un robot umanoide nato nel 2006 nei laboratori dell’azienda francese di robotica Aldebaran, egli è un vero e proprio concentrato di tecnologia racchiuso in 58 centimetri d’altezza per circa 5 kg di peso. Una combinazione di motori e sensori gli consentono di muoversi e interagire con l’ambiente esterno. I suoi gesti sono fluidi e coordinati. Nao vede e sente grazie a due videocamere, quattro microfoni direzionali e due altoparlanti. Dispone inoltre di un’unità inerziale che gli permette di capire quando è seduto e quando è in piedi. Cammina in ogni direzione ed evita gli ostacoli in movimento. Se perde l’equilibrio e cade, è capace di rialzarsi da solo. Riconosce voci e volti, afferra oggetti e “dialoga” con te grazie a un sintetizzatore vocale. Di lui colpiscono soprattutto le doti comunicative. Parla 19 lingue: dall’inglese al giapponese, dal russo al cinese, dall’arabo all’italiano. A differenza di altri umanoidi non si muove su ruote, ma sulle sue gambe, imitando il nostro modo di camminare.
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La Nao Challenge è stata ideata proprio da Aldebaran (che ora si chiama Softbank Robotics), una delle aziende di robotica francesi divenuta nota per i suoi social robot. In Italia è organizzata dalla Scuola di Robotica (Nao Challenge Ambassador), dalla Fondazione Golinelli e da CampuStore. Possono partecipare studenti dai 14 ai 18 anni, dalle prime alle quarte classi di istituti scolastici superiori, divisi in squadre di massimo sette ragazzi, accompagnate da un docente-tutor. La gara si è tenuta per la prima volta in Francia e dal 2014 si disputa anche in altri Paesi europei, tra cui l’Italia, e negli Stati Uniti.
L’obiettivo della Nao Challenge è quello di accrescere la consapevolezza dei ragazzi, motivarli e formarli all’uso della robotica umanoide, abituandoli a risolvere problemi concreti con gli strumenti a loro disposizione. La gara consiste nel fare eseguire determinati compiti all’umanoide. Vince ovviamente chi riesce a far eseguire meglio questi compiti.
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